StraRipa Vacanze in Barca a Vela

L'ultima volta alle Seychelles In evidenza

Note di una Vacanza bellissima.
Siamo Partiti da Fiumicino con il volo Emirates per Mahe, dove ci attendevano i colorati aerei dell'Air Seychelles che in soli quindici minuti ci hanno accompagnati direttamente a Praslin, la principale delle incantevoli conchiglie poggiate nel cuore dell'Oceano Indiano.
Dieci minuti in taxi per scorgere tra le palme e le mangrovie gli alberi allineati dei catamarani della Dream Yacht. Il nostro è bellissimo e nuovo, e soprattutto già gonfio della cambusa ordinata da Roma.
Un conciso ma esaustivo briefing all'equipaggio per conoscere il catamarano e le regole di bordo, di navigazione e di sicurezza e siamo pronti a vivere la nostra meritata vacanza.
Pesce fresco per cena in una locanda di Praslin dall'aspetto tropicale, ma dal conto italiano e tutti a dormire; la mattina successiva si salpa.
Svegliati dal profumo della Moka che borbotta ci stiriamo scaldati dal primo sole che entra dagli osteriggi. Latte caldo, tè, tanti Corn Flakes, pane e marmellata, qualcuno dalle origini irlandesi ci mette il burro, qualcuno attento alla linea solo il caffè e pane di Kamut. Ma tutti felici e pronti a recuperare le cime di poppa per lasciare la banchina e muovere verso la prima spiaggia di sabbia bianca.
Seguiamo il canale di uscita lasciandoci a sinistra Ile Ronde per filare l'ancora dopo pochi minuti di navigazione ad Anse Possession. Giornata di completo relax tra tuffi e bagni di sole sulla rete per i primi ritocchi all'abbronzatura, ancora assente per il freddo inverno. Mani aperte a spalmare creme a protezione cinquanta per schermarci dal sole che squarcia l'azzurro del cielo e scalda, fino a trenta gradi, l'aria asciutta delle Seychelles. Il sole cala all'orizzonte mentre Taylor Swift canta Breathe dalle casse nel pozzetto, il barbecue rosola le cosce di pollo per una cena sana accompagnata da riso basmati, verdura locale e una birra ghiacciata. Gli ingredienti delle nostre giornate.
La notte in rada culla i nostri sogni e la mattina arriva un po' più tardi del previsto, il sole è già alto e un tuffo rinfrescante anticipa la colazione. Si salpa per raggiungere, a sole due miglia, le tartarughe giganti di Curieuse Island, testimoni di tre secoli di storia. Se solo potessero parlare.
Trekking fino alla casa del Doctor che curava i lebbrosi portati qui dalle Mauritius, costruita in riva ad una spiaggia di talco bianco ombreggiata da palme e mangrovie in riva al mare.
Tutti a bordo, ancora inclusa, per raggiungere, con sole due miglia, la famosa Anse Lazio, nel nord di Praslin, dove trascorreremo la notte per vivere la stupenda sabbia bianca già dall'alba del terzo giorno. La baia è famosa anche per una scorribanda dello squalo Tigre avvenuta due anni prima e che ha indotto le autorità locali a vigilare la baia per tutto il giorno delimitando una zona protetta per il bagno ai turisti. Trasgrediamo le regole per un veloce tuffo dallo specchio di poppa del catamarano per la tradizionale doccia di fine giornata, provando il brivido dell'improbabile morso fatale. Anche un Iphone sceglie di tuffarsi ma senza risalire. Verrà sostituito a Dubai durante il viaggio di ritorno.
Lasciamo Anse Lazio la mattina del quinto giorno per una veleggiata fino a Ile de Coco, uno straordinario atollo a nord di Ile de la Felicité, ricco di colori sottomarini distribuiti tra coralli, Bird fish, Sergenti maggiori, pesci Farfalla, Razze, Aguglie, pesci Trombetta, Platax, Tartarughe marine che renderanno lo Snorkeling guidato dall'esperta Carmela e la circumnavigazione intorno alla piccola isola, una fonte interminabile di racconti una volta a bordo.
Prima che il sole si avvicini troppo all'orizzonte, dopo averci regalato un'altra stupenda giornata, muoviamo verso la Digue per entrare nello stretto e suggestivo porto dove diamo fondo all'ancora, mentre Luca porta una cima a terra da legare intorno ad una palma e intorno una ragazza indigena che gli dava consigli per il sicuro approdo. Tutti a terra per comprare frutta e verdura e prendere contatto con la fauna locale.
Dopo cena, alcune ragazze della Crew, attratte dalla musica Rockreola, si mischiano ai locali per una notte di speranza, rientrando in barca quando i galli iniziano a cantare e la musica va a dormire. In fondo è sabato sera.
La mattina di domenica tutti in Mountain Bike per raggiungere Grand Anse a sud di La Digue e surfare sulle frangenti onde che si alzano all'improvviso trascinandoci e spalmandoci sulla sabbia esanimi.
Al ritorno sosta in un chioschetto fatiscente, indigeno, pigro e dismesso per una centrifuga di mango, papaya, e un interminabile quantità di frutta sconosciuta. Dopo il primo sorso l'ordine si raddoppia per poi triplicarsi e raggiungere le quattro unità per persona e convincendo ciclisti accaldati a fermarsi convinti dalla nostra vorace e appagata bevuta. Oggi i due indigeni hanno aperto una spa grazie agli introiti delle due ore di inarrestabili ordinazioni.
Si torna in paese, con la pancia gonfia di frutta liquida e vitamine, per un aperitivo al tramonto sul mare, dopo l'ultimo bagno della giornata e torta di compleanno incisa nella sabbia. Un po' di lusso organizzato a spezzare la selvaggia vacanza ci sta sempre, come il cacio sui maccheroni. Così come una boccata di wifi.
Cena in una taverna creola in attesa della notte senza musica ma ricca di sogni e di progetti per il settimo giorno. Le “solite” raccomandate, oramai introdotte nell'ambiente, hanno già stretto accordi con i pescatori per il miglior “pacchetto” di pesce appena pescato. Arriverà alle 10:00 del mattino, prima di salpare per Ile de la Felicité. E così sarà. ma il prezzo del “pacchetto” sarà caro, un barbecue in barca organizzato per la sera dai “mariti” creoli della nostra rappresentanza femminile, rimorchiati tra i fumi della lunga notte del sabato. Ai maschi italiani dell'equipaggio rimarranno solo le lische e il fondo della bottiglia di Takamaka, il rum locale che fa impallidire il Bacardi, rimasto stipato e integro fino al ritorno.
Notte in rada sotto la Luna quasi piena, in attesa di alare l'ancora alle prime luci dell'aurora per raggiungere, in barba ai pirati, la lontana Ile Fregate, un atollo privato e quasi incontaminato, fuori dagli itinerari canonici.
La polizia locale ci assicura che la navigazione sarà tranquilla, ma in caso di emergenza il nostro reparto femminile ha ottenuto una linea rossa dedicata a cui chiamare in caso di attacco dei pirati.
Si salpa alle prime luci dell'alba per evitare la brezza proveniente esattamente dalla nostra rotta. Sarà il destino ma proprio quella mattina la brezza si sveglia prima di noi. Vele e motore per stringere di più il vento e raggiungiamo l'atollo senza incontrare i piccoli motoscafi con grandi motori, pronti ad attaccare il nostro grande, ma lento, catamarano.
Oramai siamo arrivati e nulla più ci fa paura. Diamo fondo davanti ad una spiaggia da sogno circondata da Palme così fitte da non lasciare spazio neanche al passaggio della luce. La sabbia è così fina e bianca da sembrare farina di grano tenero.
Non c'è nessuno. Solo noi, il sole, il mare turchese, qualche tartaruga marina che fa capolino con la testa, il volo di alcune fregate preistoriche a tagliare il cielo azzurro intenso, il silenzio.
Una giornata bellissima in un paradiso che sembra sporcasi anche solo con il nostro respiro.
Questi momenti vanno goduti a pieni polmoni e con una birra ghiacciata.
Nel pomeriggio si torna a vela per raggiungere il reef incastonato tra Ile Ronde e Petit Anse. Diamo fondo in tre metri di acqua. Intorno coralli e pesci. Naturalmente le tartarughe non mancano mai.
Prima del tramonto raggiungiamo un posto più sicuro per la notte, davanti l'ingresso di La Digue.
Si avvicina il primo maggio, così iniziamo a vedere, alla fonda, un numero maggiore di barche. Una flottiglia tedesca, una di Milano, altre miste. Proviamo quasi un senso di inquinamento ma anche di soddisfazione per esserci goduti quei posti incontaminati senza il chiasso di Fregene.
Notte in rada, pronti a fuggire da quel groviglio di catene alle prime luci dell'alba. Rotta verso le isole Grand e Petite Soeur, dove non c'è nessuno. Per fortuna. Snorkeling verso la punta sud dove un reef sfiora la superficie. Di nuovo i colori di tanti pesci riempiono gli animi. Carmela conduce il gruppo in mezzo ai tanti colori indicando i vari tipi di pesci, compresi tre piccoli squali pinna bianca che Alyssa nota solo al passaggio del terzo, quando, prontamente, con due pinnate raggiunge il catamarano. I tre piccoli e innoqui squali ancora si chiedono chi fosse quello strano pesce più veloce di loro. Anche intorno al nostro catamarano si rincorrono i pesci carabiniere, sergenti, Platax rubandosi il cibo a turno. Ma non è la stessa cosa.
Nel pomeriggio nuova veleggiata verso Anse Lazio, per trascorre la notte in rada ed essere più vicini a Ile Cousin, un atollo a ovest di Praslin, istituito a parco marino perché ricco di uccelli anche preistorici, rettili, formazioni rocciose particolari, nidi di tartaruga. Verso l'ora di pranzo si issano di nuovo le vele per fare rotta verso Mahe, per l'ultimo giorno di vacanza.
A poche miglia dalla grande isola si alzano, finalmente, venticinque nodi di vento. L'andatura è di bolina e riduciamo le vele. Navighiamo a otto nodi verso la capitale delle Seychelles. Pieno di carburante e si rientra in Marina per una doccia appagante e per trascorrere tutti insieme l'ultima sera. All'alba del decimo giorno taxi per l'aeroporto e ritorno in Italia. Abbronzati, felici, appagati, rilassati.
Ci vediamo alla prossima. :-)

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Marco d'Aloisio Mayo

 

StraRipa vive della vostra capacità di regalare, a lei e a voi stessi, il motivo di continuare ad esistere, guardando con emozione la scia che, ogni giorno, lasciamo dietro di noi e sorridendo alla bellezza del mare che, insieme, dobbiamo ancora solcare.”

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